Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore. Quasimodo  uomo del mio tempo

img506.jpg

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non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo
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Una risposta a

  1. ili6 ha detto:

    Una preghiera, una invocazione forte e bellissima di Quasimodo, ben accompagnata dal tuo disegno.
    Buon Natale, di pace e luce.

    Piace a 1 persona

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