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omaggio di un poeta alla mia città che non deve arrendersi GENOVA

Poesia di Marcello Comitini
Tiratela via dal cuore di Genova
questa lama che ha straziato le vite
di uomini e di donne che passavano sognando
di volare sopra le case come fossero nidi
da cui spalancare felici le ali.
Strappatelo via dalle pupille di Genova
l’ artiglio acuminato che ha lacerato le arterie
e ha lasciato intorno le case
cieche e deserte come un cuore privo di vita.
Le ferite ancora aperte sanguinano
e minacciano  altra morte
sotto il crollo dei pugni d ’acciaio e cemento.
Allargate le braccia per cingere il cuore di Genova
in un altro abbraccio che non provochi morte
ma faccia spalancare le finestre
per ammirare la città che risorge con stupore dal mare.
Ciao.
Marcello
il-faro
grazie Marcello

Di gabriarte

non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo

9 risposte su “omaggio di un poeta alla mia città che non deve arrendersi GENOVA”

Grazie a te, Gabriella. Tu sai che non è la prima poesia che scrivo su questa terribile tragedia. Ma quando hai letto la prima poesia, tu con le tue osservazioni mi hai suggerito come Genova avrebbe voluto che io scrivesse del suo dolore.Adesso credo d’averlo fatto. Ciao, Gabriella

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