una mia versione di un dipinto di Serge Marschennikov

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12 risposte a una mia versione di un dipinto di Serge Marschennikov

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    … buona domenica sera😉

  2. gabriarte ha detto:

    grazie Rebecca buona serata e un buon inizio settimana ciao

  3. Rebecca Antolini ha detto:

    anche a te una buona settimana😉

  4. fulvialuna1 ha detto:

    Non so quale sia il dipinto, ma la tua versione è bellissima. Complimenti e buona serata.

  5. marcello comitini ha detto:

    È più artistico il tuo. Quello di Marschennikov è la scopiazzatura di una foto.

  6. gabriarte ha detto:

    pensavo fosse la sua modella

  7. eugenetics ha detto:

    preferisco lo schizzo che lascia più adito alla fantasia che pitture quasi fotografiche

  8. eugenetics ha detto:

    Facile riprodurre modelle perfette.
    Ecco, invece, cosa è riuscito a fare uno sconosciuto pittore rinascimentale, con la moglie di un commerciante di stoffe, decisamente non bella. Lui ha cercato di migliorarla fino a farla somigliare a se stesso.

    un’analisi al computer ha dato, infatti, questi risultati:

    originariamente, sembra che la signora in oggetto avesse in realtà questo aspetto:

    il primo ritratto si riferisce al primo matrimonio della signora, che successivamente trovò il vero amore presso un produttore di pregiati insaccati, detto “il norcino”, cui si riferisce l’ultimo ritratto con il quale ebbe a che fare il pittore, dandole un aspetto più “asciutto”, che è poi quello noto a tutti.

  9. eugenetics ha detto:

    Fai bene ad esercitarti, Gabri, sui lavori di altri.
    Ne abbiamo esempi storici.
    Ecco un’opera, assai nota, di Gioacchino Toma:

    Si tratta di Luisa Sanfelice, patriota, in carcere; metà ottocento.
    Ma la pittura si evolve ed ecco lo stesso soggetto visto da Picasso:

    dove è facile cogliere, anche ai non esperti, sorprendenti coincidenze spaziali e cromatiche.

  10. eugenetics ha detto:

    Può un contesto umano essere rappresentato in modo non immediatamente riconoscibile, pur mantenendo tutta la sua drammaticità?
    Sì e la risposta ce la dà Pollock. Ecco una sua opera liberamente ispirata al terremoto di San Francisco, 1906:
    l’arte manifesta, scopre e, al tempo stesso, può celare, nascondere alla vista ma non allo spirito:

  11. gabriarte ha detto:

    le mie non sono perfette mentre vorrei che lo fossero mi piacerebbe avere la possibilità di poter scegliere i miei modelli per disegnarli o dipingerli dal vero conoscerli non è come vederli in foto quando li disegni devi disegnare anche la loro anima ciao

  12. eugenetics ha detto:

    La spontaneità è essenziale nella creazione. I perfezionamenti migliorano l’opera ma a volte ne snaturano lo slancio iniziale

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