Il muro: un’improvvisato racconto

Non era una scelta obbligata la sua decisione di sposarsi. Manuela avrebbe detto si, al ragazzo che frequentava da anni e che amava ma,avrebbe voluto decidere in un’altra situazione più felice della sua vita.La morte del  padre, un anno prima ,  era stata per lei un duro colpo non solo sentimentalmente ma le era venuto a mancare quell’aiuto economico che le avrebbe permesso di agguantare il  sogno di laurearsi Aveva dovuto abbandonare gli studi ad un passo dalla laurea e  si era prodigata alla ricerca di un lavoro. Tanti piccoli lavori, tante promesse, ma nulla di concreto che servisse a portare avanti in modo decoroso la sua famiglia composta dal lei e sua madre. Una piccola pensione non bastava a pagare tutte le spese Si era trovata a venticinque anni a dover affrontare una dura realtà . Fu il suo ragazzo a proporle il matrimonio e lei aveva accettato Guardava attraverso la finestra quel muro della fabbrica che aveva davanti e che le impediva di vedere quel  magnifico paesaggio di colori che l’autunno regala . Vedeva solo le punte degli alberi all’orizzonte e cercava di immaginare come sarebbe stata la sua vita se avesse buttato giù quel muro.Marco,il suo ragazzo, la faceva sorridere. Stare con lui era come stare  tra  le bellissime foglie  colorate   che volano sparse dal vento in una giornata di sole. Allegro, buono,premuroso, aveva tutto quello, che una donna può desiderare,. Anche sua madre ne era affascinata, e quando la rimproverava, sottolineava sempre che considerava  il carattere di lui, migliore di quello della figlia Avevano deciso di sposarsi in estate, così avrebbero avuto tempo per preparare le cose con tutta tranquillità. Manuela amava le cose semplici e rapide non riteneva necessario sprecare denaro inutilmente e voleva partecipare economicamente alle spese. Non riteneva giusto che Marco con il suo lavoro da operaio, dovesse affrontare tutto da solo. Ne avevano parlato e e si erano accordati su tale proposito. Una domenica Manuela viene invitata  a pranzo dai genitori di Marco.Li aveva in precedenza già conosciuti, ma superficialmente, il padre le era sembrato un uomo buono e simpatico ,la madre la trovava più dura, meno espansiva, troppo  attenta al suo comportamento. Dopo il pranzo,fu il padre a rivolgersi a Manuela;” Io e mia moglie vorremmo dirti che siamo contrariati sulla decisione che avete preso riguardo ai preparativi del matrimonio Marco è figlio unico e noi vorremmo per lui una grande festa Il pranzo ve lo offriamo noi “. Manuela ringraziò per la loro disponibilità ma si dimostrò molto determinata nel rifiutare la loro offerta. Cercò lo sguardo del ragazzo,che lo teneva abbassato al pavimento. Capii in quell’istante che Marco non era più dalla sua parte. Spiegò la  sua situazione economica e  che, non avrebbe toccato i pochi risparmi di sua madre per un pranzo. La madre  si rivolse al marito :” Non ti preoccupare ; vorrà dire che il pranzo lo faremo solo per i nostri parenti. Manuela di scatto si alzò e andando in direzione della porte di entrata rispose:”  Senza di me ” scappò via, infuriata con Marco. Quel muro lo avrebbe scavalcato da sola.E’ trascorso molto tempo Manuela non nasconde i fili bianchi tra i capelli scuri.Osserva dai vetri  della sua casa la pioggia che cade copiosa sulle foglie  colorate  degli alberi rendendole lucide  e vive. Non ha muri che ostacolano la sua visuale e vede nel cielo  grande,  correre  nuvole trasportate dal vento. Gli pare di vedere il sorriso di sua madre.Una flebile voce la distoglie e Manuela raggiunge quell’esile anziana, adagiata su il letto E’ la madre di Marco vive con loro da quando l’alzheimer l’ha colpita. Imparando a perdonare è riuscita a saltare quel muro che spesso la soffocava e la portava alla rinuncia Il campanello della porta di entrata suona,il sorriso e l’abbraccio di suo figlio sono il  compenso Fine

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Informazioni su gabriarte

non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo
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7 risposte a Il muro: un’improvvisato racconto

  1. Elena ha detto:

    Forse conviene andare oltre il muro?

  2. ili6 ha detto:

    In due è più facile abbattere un muro o aprire una breccia per trovare una strada migliore. la vita, Manuela e il suo ragazzo, ce l’hanno tutta davanti.

  3. popof1955 ha detto:

    Si è tutto da sviluppare, così resta troppo triste.
    Ciao 🙂

  4. gabriarte ha detto:

    se per tristezza intendi una realtà povera allora è triste ma oggi di realtà come queste ce ne sono molte la mia intenzione era di sviluppare il carattere di questa coppia la forza e la determinazione con cui affrontano tante situazioni non so se riuscirò a non annoiare forse questa è la difficoltà maggiore ciao

  5. gabriarte ha detto:

    non so se sia giusto provare a scavalcare quel muro ma se non provi avrai sempre il rimpianto di non averlo fatto ciao Elena buona serata

  6. popof1955 ha detto:

    No è triste perché una storia così non è solo una storia di oggi, ad esempio metti che poi lei inizi a lavorare in uno degli uffici della fabbrica di cui vedeva il muro, che dopo qualche anno la fabbrica entra in crisi, e prima di essere messa in cassa integrazione trovi un altro lavoro e intanto ….

  7. gabriarte ha detto:

    non è ciò che ho immaginato di scrivere nel mio racconto Manuela non deve essere una donna che annoia ma una donna che scuote , insegna, una donna che non rinuncia alla vita che ama

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