si rischia a non essere indifferrenti racconto di gabriarte

la nostra faticosa  giornata di lavoro si era conclusa e dopo aver caricato gli atrezzi sulla vettura, salimmo in macchina rapidamente. Eramo stanchi io e mio marito e non vedevamo l’ora di arrivare a casa.iniziava a piovviginare e il percorso era abbastanza lungo.Il buio dell’inverno calava rapidamente, e i fari delle vetture  che procedevano in senso opposto  accecavano, riflettendo  le loro luci sul vetro semi appannato del parabrezza. Parlavamo del nostro lavoro e delle difficoltà che quel giorno avevamo dovuto affrontare quando,  in prossimità del centro abitato, nella periferia della città, ci trovammo imbottigliati in una lunga coda di vetture .Procedevamo a passo d’uomo con lunghe interminabili pause. ” Di questo passo non arriviamo più a casa!! ,deve essere successo un inci..”La frase mi rimase sospesa  nell’aria.Davanti alla vettura che ci precedeva un uomo ,dalla corporatura possente, prendeva a calci qualcosa che non riuscivo a distinguere cosa fosse .Con forte stupore vidi che la  macchina davanti a noi, schivò l’uomo e finì col  passare con le due ruote laterali all’interno del fosso che costeggiava la strada, accellerando per allontanarsi il più velocemente possibile .Fu in quel  momento che riuscii a vedere una donna.Era accartocciata per terra nel mezzo della carreggiata e stava  subendo la violenza dei calci di quell’energumeno . Istintivamente gridai a mio marito:”Fermati !!! Fermati!!Lui accostò e mi guardò per un attimo in silenzio ,capii in quello sguardo in quale guaio stavo per cacciarlo .Scendemmo dalla macchina e mio marito si accorse che al primo piano del palazzo di fronte si erano affacciate alcune persone che assistevano incuriosite il pestaggio e con rabbia si rivolse a loro chiedendogli di chiamare i carabinieri . Non esistevano i cellulari .L’uomo , che nel frattempo si era portato la donna,prendendola per i capelli, sull’altro lato della strada, accortosi della nostra presenza e  sentendo mio marito che cercava aiuto, lasciò la donna ,che  si  dileguò . Con voce minacciosa si rivolse a lui e gli disse:”Vieni quì tu che sei un uomo!!” In quel momento non capii più nulla. Quell’essere era due volte tanto più grosso di  mio marito, sia in altezza che in larghezza .Tornai verso la macchina per prendere il gancio dell”antifurto.Se quell’uomo lo avesse toccato, io gli avrei dato un colpo da dietro. Mi accorsi che non potevo arrivare per tempo. Decisi  in una frazione di attimi, che avrei dovuto intervenire.Avvicinai  l’energumeno con calma e decisione. Infilai il mio braccio sotto il suo, allontanandolo  da mio marito :” lascialo stare, non vedi che non c’è tutto?? non ci stà di testa!!.Nessuno nel frattempo si fermò, ne  vennero i curiosi del palazzo che. continuavano a guardarsi lo spettacolo. frugai nelle mie tasche e tirai fuori una banconota da dieci mila lire . La offrii all’uomo, che guardandola come se avesse visto oro, me la strappò dalle mani e si allontanò borbottando. Mio marito pallido come un cencio mi guardò con rimprovero .Non seppi mai da lui, se mi rimproverò per averlo costretto a fermarsi, o se per essermi esposta troppo per salvarlo. Conoscendolo sono certa che la seconda delle ipotesi sia quella giusta. ….Fine   racconto di gabriella 

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Informazioni su gabriarte

non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo
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16 risposte a si rischia a non essere indifferrenti racconto di gabriarte

  1. OSV-BARBATUS ha detto:

    Ciao. Ciò che racconti, purtroppo è diventata cronaca quasi quotidiana. La violenza irrazionale nel nostro Paese si sta estendendo a macchia d’olio. Ciascuno si crede in diritto di reagire in modo violento anche per i più futili motivi o, addirittura, quando i motivi non esistono e sono solamente le sue frustrazioni che non hanno alcuna attinenza con la vittima della violenza. Sembra un periodo di pazzia collettiva i cui effetti sono sempre più gravi.
    Buon pomeriggio domenicale.

  2. Sonja A. ha detto:

    Dai ti prego continua ….poi il finale magari può avere versioni differenti, ma così impostato vorrei che lo proseguissi tu. 🙂

  3. gabriarte ha detto:

    chi aiuta non si domanda mai quale rischi corre ma a volte rischia veramente di mettersi nei guai per colpa di chi si pone troppe domande . se tutti fossero disposti a collaborare saremmo tutti più al sicuro grazie

  4. ili6 ha detto:

    Ma è autobiografico, Gabri?
    hai ragione nel dire che a volte si agisce d’istinto, senza pensare ai rischi ma facendosi spingere da quel desiderio di giustizia e di solidarietà che distingue un essere dall’altro.
    Ciao, un sorriso
    Maria Rosaria

    ps. Bellissima l’impostazione del tuo blog. Come si fa ad inserire uno sfondo?

  5. gabriarte ha detto:

    ciao maria rosaria devi andare su aspetto dopo che hai cliccato su bacheca troverai tutte le possibilità per cambiare aspetto sul tuo blog se digiti su testata avrai la possibilità di cambiare immagine io ho inserito le mie immagini se digiti sfondo potrai dare lo sfondo che vuoi spero di esserti stata utile ciao a presto

  6. Rebecca Antolini ha detto:

    Avete mostrato il coraggio civile, complimenti .. nei nostri giorni ci vuole tanto coraggio civile .. 😉

  7. gabriarte ha detto:

    è un un impulso che non ti dà il tempo di riflettere e di provare paura ma la paura viene dopo nel pensare cosa hai rischiato se uno si ferma per dare aiuto, anche gli altri che lo seguono dovrebbero fermarsi senza paura invece non si fermano e ti guardano ancora come se fossi un fesso per me questo è menefreghismo

  8. Laura ha detto:

    Gabry penso sia normale aiutare chi e’ in difficolta’, come hai scritto tu, in quel momento non pensi a cosa puo’ capitare dopo, non capisco chi guarda e non fa nulla, ti giuro, non lo capisco proprio, baci cara, ❤

  9. Rebecca Antolini ha detto:

    si ci sono tropi menefreghisti… purtroppo

  10. gabriarte ha detto:

    non tutti hanno questo istinto molti pensano e perdono quel coraggio che ad altri sarebbe di aiuto

  11. gabriarte ha detto:

    diciamo che chi non rischia può trovarsi a rischio con la propria coscienza ed è quello che mi spaventa di più ciao

  12. eugenetics ha detto:

    Un tempo la gente era più disposta ad aiutare il prossimo, sennonchè, causa una magistratura di merda (scusate ma non trovo un sinonimo adeguato) ha cominciato a torturare a colpi di burocrazia impazzita proprio coloro che avevano dato aiuto al sistema.
    Inoltre, anziché arrestare i delinquenti, tenendoli in carcere fino al termine del processo, per poi condannarli subito a pene severe, li rilasciano dopo poche ore o giorni, liberi di vendicarsi contro chi li ha denunciati; mentre i giudici, col culo al caldo, pontificano, magari condannando le vittime per “eccesso di legittima difesa”.
    Per non dire delle condanne quasi inesistenti, dopo anni di rinvii, scarcerazioni anticipate, indulti, condoni, pene alternative edulcorate.
    La procedura di incidente probatorio, il giudizio abbreviato, che taglia un terzo della pena, anche quando le prove sono manifeste, riduce, di fatto, la pena a pochi anni, anche per gravi delitti (la popolazione quotidianamente è costernata!), ulteriormente ridotta poi da meccanismi di sconti di pena assurdi, che scattano automaticamente ogni anno per “buona condotta”.
    Dunque, all’origine dell’omertà e dell’indifferenza della popolazione ai delitti che accadono sotto i suoi occhi, c’è una magistratura ottusa, inetta, ignave, incapace, assente, latitante, che difende i propri privilegi, le sentenze politiche, i propri sindacati – che non deve avere, per imparzialità, nè essere eletta ad incarichi politici, sia prima che dopo l’esercizio della professione –
    Una casta mafiosa, attaccata a privilegi secolari, ad emolumenti abnormi, specie la corte costituzionale (serve a decidere sulle lacune e guasti prodotti da una costituzione idealistica, mai inadeguata e superata), la corte di cassazione, il CSM, che non ha mai condannato nessun giudice colpevole di non aver adempiuto ai suoi doveri. Fra cani non si sbranano.
    Per questo non c’è possibilità che la gente cambi i propri comportamenti.
    La democrazia ha fallito, anche qui, per eccesso di buonismo catto-comunista-radicale, che ha prodotto una cattiveria generalizzata al massimo grado.
    Eccoli qua i pagliacci, inetti e super-pagati:

  13. gabriarte ha detto:

    sono daccorto con te riguardo a pene più severe per chi compie crimini efferati senza attenuanti ne distinzioni tra classi sociali ma non diamo tutta la colpa alla politica che in parte ne avrà sicuramente ma l’altra buona parte secondo me è dei cittadini che non si vogliono assumere le loro responsabilità e puntano sempre il dito su altri proprio per scaricare le loro coscienze in sostanza ritengo che molti cittadini si meritano ciò che hanno perchè pancia piena non ha pensato alla vuota per troppi anni e chiudo ciao

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