Categorie
Senza categoria

quanta emmunnezza!!!

quanta spazzatura abbiamo in Italia??A Napoli ci sono sacchetti per le strade, ma è solo quella che vediamo. Ma; quella che sentiamo in tutta la penisola è ancora di più e non sappiamo come eliminarla.Non possiamo nasconderla, ne far finta di non sentirla, perchè emana una puzza insopportabile e rischiamo tutti, di esserne sommersi.vogliono far credere di porre rimedi e per distrarci continuano a raccontarci altre favole, che non ci fanno ridere, ma piangere. Intanto la spazzatura cresce e sommerge le belle cose che con sacrifici di anni avevamo conquistato. La prima cosa che stò vedendo pian piano sparire è la nostra dignità ,che viene soffocata e la cosa che più mi fa arrabbiare è che questa spazzatura l’abbiamo prodotta noi e se vogliamo eliminarla, dobbiamo fare una raccolta differenziata ma molto selettiva collaborando, con persone serie e oneste, che vogliono come noi  un Italia pulita

Categorie
Senza categoria

il pescatore… per augurarvi una bella domenica a tutti

Categorie
Senza categoria

la tempesta

Categorie
Senza categoria

se ne vedono sempre di più

Categorie
oggi mi gira così

ho bisogno di colore disegno con mouse

Categorie
oggi mi gira così

dietro gli angoli

dietro gli angoli che troviamo nella  strada della nostra vita non sappiamo cosa   ci aspetta. A volte, troviamo le nostre paure che vediamo riflesse durante il percorso   

Categorie
Senza categoria

buona notte

Categorie
Senza categoria

la vita è adesso

Categorie
Senza categoria

che ne sai tu di un campo di grano?

Categorie
Senza categoria

si rischia a non essere indifferrenti racconto di gabriarte

la nostra faticosa  giornata di lavoro si era conclusa e dopo aver caricato gli atrezzi sulla vettura, salimmo in macchina rapidamente. Eramo stanchi io e mio marito e non vedevamo l’ora di arrivare a casa.iniziava a piovviginare e il percorso era abbastanza lungo.Il buio dell’inverno calava rapidamente, e i fari delle vetture  che procedevano in senso opposto  accecavano, riflettendo  le loro luci sul vetro semi appannato del parabrezza. Parlavamo del nostro lavoro e delle difficoltà che quel giorno avevamo dovuto affrontare quando,  in prossimità del centro abitato, nella periferia della città, ci trovammo imbottigliati in una lunga coda di vetture .Procedevamo a passo d’uomo con lunghe interminabili pause. ” Di questo passo non arriviamo più a casa!! ,deve essere successo un inci..”La frase mi rimase sospesa  nell’aria.Davanti alla vettura che ci precedeva un uomo ,dalla corporatura possente, prendeva a calci qualcosa che non riuscivo a distinguere cosa fosse .Con forte stupore vidi che la  macchina davanti a noi, schivò l’uomo e finì col  passare con le due ruote laterali all’interno del fosso che costeggiava la strada, accellerando per allontanarsi il più velocemente possibile .Fu in quel  momento che riuscii a vedere una donna.Era accartocciata per terra nel mezzo della carreggiata e stava  subendo la violenza dei calci di quell’energumeno . Istintivamente gridai a mio marito:”Fermati !!! Fermati!!Lui accostò e mi guardò per un attimo in silenzio ,capii in quello sguardo in quale guaio stavo per cacciarlo .Scendemmo dalla macchina e mio marito si accorse che al primo piano del palazzo di fronte si erano affacciate alcune persone che assistevano incuriosite il pestaggio e con rabbia si rivolse a loro chiedendogli di chiamare i carabinieri . Non esistevano i cellulari .L’uomo , che nel frattempo si era portato la donna,prendendola per i capelli, sull’altro lato della strada, accortosi della nostra presenza e  sentendo mio marito che cercava aiuto, lasciò la donna ,che  si  dileguò . Con voce minacciosa si rivolse a lui e gli disse:”Vieni quì tu che sei un uomo!!” In quel momento non capii più nulla. Quell’essere era due volte tanto più grosso di  mio marito, sia in altezza che in larghezza .Tornai verso la macchina per prendere il gancio dell”antifurto.Se quell’uomo lo avesse toccato, io gli avrei dato un colpo da dietro. Mi accorsi che non potevo arrivare per tempo. Decisi  in una frazione di attimi, che avrei dovuto intervenire.Avvicinai  l’energumeno con calma e decisione. Infilai il mio braccio sotto il suo, allontanandolo  da mio marito :” lascialo stare, non vedi che non c’è tutto?? non ci stà di testa!!.Nessuno nel frattempo si fermò, ne  vennero i curiosi del palazzo che. continuavano a guardarsi lo spettacolo. frugai nelle mie tasche e tirai fuori una banconota da dieci mila lire . La offrii all’uomo, che guardandola come se avesse visto oro, me la strappò dalle mani e si allontanò borbottando. Mio marito pallido come un cencio mi guardò con rimprovero .Non seppi mai da lui, se mi rimproverò per averlo costretto a fermarsi, o se per essermi esposta troppo per salvarlo. Conoscendolo sono certa che la seconda delle ipotesi sia quella giusta. ….Fine   racconto di gabriella