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lotta contro la paura racconto di gabriella

Quel pomeriggio avevamo deciso di passarlo al mare. Teresa, la mia compagna di banco e amica, voleva che io l’ ammirassi nella sua specialità : i tuffi dagli scogli.La destinazione Pontetto dopo Genova-Nervi che, con il treno, raggiungemmo in un battibaleno.Con noi si aggregarono  compagni e amici dei compagni .Una bella comitiva di giovani allegri e   spensierati. Seguii il gruppo sul posto da loro scelto. Un percorso su scogli a trapiompo sul mare.Avevo confessato a Teresa che io non sapevo nuotare e mi sarei limitata ad ammirare i loro tuffi e a prendere il sole. Agli altri non dissi nulla, forse perchè mi vergognavo di non esserne capace.Scelsero uno scoglio piatto e largo dove avrebbero potuto prendere la rincorsa. Mi stesi al sole,guardandoli divertirsi poi, spinta dalla curiosità e dalle loro risate, mi alzai  per verificare l’ altezza da cui si lanciavano e per osservare meglio andai a posizionarmi sulla punta da dove li vedevo precipitare. La spinta arrivò, senza darmi il tempo di capire e come una bomba arrivai in acqua . Pensai che fosse giunto il mio momento, perchè mi sentii morire. Non aprii gli occhi, ma  i miei piedi si appoggiarono su qualcosa di viscido. La repulsione che provai, mi dette la sensazione di essere ancora viva. La risalita fu rapida e guando uscii dall’acqua, sentii qualcuno gridare :"Stai calma!!!! cerca di muoverti lentamente": Mi accorsi che mi stavo dibattendo in preda allo spavento e  al panico.Fu in quell’attimo  che decisi.  Dovevo tentare. Con calma cercai di mettere in pratica i loro consigli e piano piano raggiunsi il punto più basso dove avrei potuto risalire. Ce l’avevo fatta, la pelle era diventata color viola ,l’impatto con l’acqua  era stato violento, ma io non sentivo dolore. Il ragazzo che mi aveva dato la spinta era più dolorante e spaventato di me. Non sapeva come fare per scusarsi,  piangeva disperato e mi abbracciava. L’esperienza fu terribile per entrambi, ancora oggi, dopo tantissimi anni, quando provo a nuotare sento che quella paura non mi ha del tutto abbandonato. Quel giorno ho rischiato la mia vita, ma ho provato a lottare contro la  paura per non perderla.E quante altre lotte contro di essa, ho dovuto fare. Ogni volta lei si presentava con un aspetto diverso. Forse la incontriamo da subito, da quando veniamo al mondo e con lei ci battiamo tutta la vita, per la nostra sopravvivenza, ma anche per la nostra libertà. Non sempre riusciamo a sconfiggerla ed è quando non troviamo quel coraggio , stiamo in silenzio, in attesa di un miracolo o ci lasciamo andare, in quel momento  lei vince e ci consegna per sempre.             

Di gabriarte

non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo

Una risposta su “lotta contro la paura racconto di gabriella”

l’importante e’aver paura!!ascoltare cio’che di giusto potrebbe anche dirci e poi ragionato salutarla senza voltarsi indietro…un bacio!!

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