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Buon Natale Ernesto 4 e ultima parte

La disperazione può portare alla follia, ogniuno di noi reagisce in un modo diverso c’è chi diventa un violento, chi ruba, chi decide di porre fine alla propria vita. Ernesto non essendo mai stato un ribelle o un violento, iniziò a optare per l’ultima soluzione .Non era follia, ma consapevolezza che oramai la sua vita era finita comunque. Avrebbe messo in moto la sua vettura nel piccolo garage, che aveva preso in affitto,e seduto all’interno, avrebbe atteso quel silenzio perenne, che tanto cercava. Non voleva più incontrare nessuno,  ne soffrire così tanto nel vedersi umiliato, tradito non solo, dalle persone che avrebbero dovuto essergli più vicino, ma dallo stesso Dio a cui aveva sempre creduto e amato. Aveva sempre sperato in un suo segno misericordioso, in un miracolo divino, pensava di meritarlo. Lui ..era stato un’bravo uomo e perciò Dio sicuramente, l’avrebbe almeno perdonato per quel suo drammatico gesto. Aveva trovato, frugando nella giacca qualche spicciolo, ma non voleva entrare in uno di quei bar presi d’assalto dai clienti, voleva trovare una locanda, dove poter stare solo.Si sentiva più sollevato nell’aver preso quella decisione e girò in un vicolo buio alla ricerca dell’osteria. La vide in lontananza, una piccola lanterna accesa rifletteva la sua fioca luce su un cartello ovale e una immagine di un vecchio Babbo Natale che beveva una birra lo colpì. Aprìì la porta artigianale di un legno vecchio, ammuffito e un campanello  suonò per avvisare l’oste dell’entrata del cliente.Un uomo dai capelli bianchi, alto e robusto, vestito da babbo Natale, gli venne incontro:" Desidera? " Ernesto si scusò :"Buona sera volevo solo bere un caffè ",L’uomo lo guardò e lo invitò ad accomodarsi sul retro . Ernesto vide che alcuni tavoli erano occupati da diversi uomini che parlottavano tra di loro , Il vecchio lo fece accomodare ad un tavolino e portandogli il caffe cercò di metterlo a suo agio facendogli alcune domande:"E’ di questa zona? " No" rispose Ernesto " sono di passaggio, ma vivo in questa città"l’uomo continuò:" che lavoro fai?" e senza molti convenevoli gli diede del tu."Sono un artigiano"  Allora sei dei nostri e il caffè te l’offriamo noi per darti il benvenuto "Ernesto non capiva e l’oste lesse nei suoi occhi quello stupore e continuò a parlare:" Vedi noi quì siamo tutti artigiani e operai, messi in ginocchio, qui ci ritroviamo e ci aiutiamo come possiamo,  tutti i giorni veniamo  per discutere sui nostri problemi e su come saffrontarli, non vogliamo darla vinta a quelli che coi nostri soldi si sono arricchiti e continuano a prenderci in giro ,quì non ti senti solo.Ernesto non poteva crederci.Ma, quando vide, che ad uno ad uno quegli uomini, seduti si alzavano in piedi e andavano a offrirgli la mano in segno d’amicizia,iniziò il miracolo.A Ernesto  bianco Natale brillarono gli occhi e l’uomo vestito da babbo Natale gli porse la forte mano e gli disse:"BUON NATALE ERNESTO":

Di gabriarte

non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo

11 risposte su “Buon Natale Ernesto 4 e ultima parte”

L’ho letto tutto di un fiato e mi ha fatto pensare ad un film che ho molto amato, La vita è meravigliosa di Frank Capra. Soprattutto per il finale. Complimenti, non solo sei una maga del disegno, ma scrivi anche bene.

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cara harielle ti ringrazio per i complimenti mi piace scrivere, e stranamente con l’uso del computer ho scoperto che anch’io ho qualcosa da dire anch’io avevo visto più volte quel film e mi è piaciuto tantissimo Non ho però preso spunto dal film ma da una reale situazione e il finale è: che io spero nell’aiuto della gente comune e onesta spero in questo miracolo ciao grazie e buona serata

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in effetti, Gabriella, la forza per reagire alle problematiche della vita, specie in questi periodi di crisi e solitudine, dovremmo innanzitutto trovarla in noi stessi. Se poi un gruppo di persone riesce a starci vicino, a regalarci un semplice gesto d’amicizia, una parola affettuosa, magari la strada ci sembrerà meno in salita.e di gente buona nel mondo ce n’è, bisogna avere la fortuna di trovarla sui propri passi o avere il coraggio di andarla a cercare se sai che certa gente può aiutarti a risolvere i tuoi problemi (mi sto riferendo al papà di una ragazza che conosco che ha perso il lavoro ed ha iniziato a bere di brutto gettando la famiglia nella disperazione e nel terrore; ma questa è un’altra triste storia).comunque brava e buon natale a tutti gli Ernestociao

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meno male , ha incontrato persone accoglienti e amiche :-)se lo merita dopo tanta solitudine grazie di questo bel raccontoun abbraccio e buona settimanae…serena serata

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che bello Gabriella, meno male che la fine apre uno spiraglio per Ernesto, credo che la solidarietà sia una cosa che manca in giro, anche se sembra strano,visto che siamo pronti tutti a mandare un sms per questa, ma poi quella vera, quella reale come in questo caso di quegli uomini che hanno capito il problema vero che aveva Ernesto, manca!Non vogliamo vederla o magari ci vergogniamo a cercarlaBello il racconto e bello il disegno Gabriella me lo stampo anche questo

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hai capito perfettamente quello che volevo dire Carmen io in giro, non vedo solidarietà secondo me si fà una grande confusione tra comprensione e solidarietà c’è un’abisso ciao cara amica buona notte

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gia’…manca solidarieta’hai ragione..sembra che la sofferenza abbia solo piu’indurito tutti…sigh….il tuo racconto e’bellissimo cara

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Grazie per il finale e per il racconto….io aspetto a farti gli auguri di buon natale!…non ci muoviamo da qui… giusto?buon inizio di dicembre e un abbraccio!Paola

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-24..e che ognuno sia SOLIDALE nel vero senso della parola con almeno 1 persona.Ciao Gabri,e per me va bene, benissimo così :)

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