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Non farmi ricordare

Quando andavo a trovare la sorella di mia madre era una come andare ad una festa . Abitava in   una piccola villetta  immersa nel verde della  campagna e possedeva animali da cortile A volte rimanevo da lei,che non aveva figli, qualche fine settimana. Fù in una di quelle occasioni, che notai il comportamento di mio zio, il marito.Un uomo sui quarant’anni, io ne avevo dieci, bello come un attore, ma silenzioso e cupo. Non alzava mai lo sguardo, scambiava poche parole e trovava sempre qualche cosa da fare per evitare che qualcuno gli e le rivolgesse . Mi domandavo; come un uomo così bello e fortunato nel vivere in un posto così incantevole,si sentisse  tanto infelice. Mia zia lo adorava e aveva per lui un tale riguardo e una tale ammirazione, da suscitare tenerezza.Avevo notato che camminava trascinando i piedi e mi venne spontaneo chiedere alla zia, con cui avevo più confidenza, la ragione per cui camminasse in quel modo:"Tuo zio è stato in un campo di concetramento per tre anni e gli si sono congelati i piedi"Poi aggiunse:" Non fargli mai domande su quel periodo, non solo, non ti risponderebbe ma,lo vedresti incattivirsi. Promettimelo!!" Rimasi a bocca aperta ma incuriosita più di prima. Mia madre non me ne aveva mai parlato e quando toccai con lei l’argomento, mi disse che mia zia l’aveva conosciuto trammite lettera, molte ragazze nel periodo della guerra scrivevano ai deportati  senza conoscerli ,per rinquorarli e fargli sentire che qualcuno pensava a loro. Così, continuò a scrivere a tuo zio e quando la guerra finì e lui venne liberato si incontrarono e forse più per gratitudine  decise di sposarsi con lei, che le era stata accanto in quel tragico periodo" Ma allora non erano innamorati ?" domandai:"Tua zia era innamoratissima di lui,e lo sposò nonostante il parere contrario di nostra madre. Di quel periodo non ce ne ha  mai fatto parola  e tua zia ci supplicò di non fargli mai domande. "".Certo" continuò," Deve avere molto sofferto". La mia curiosità fù così forte che un giorno mentre lo vidi seduto che accarezzava il suo cane mi avvicinai e facendomi coraggio gli chiesi cosa era un campo di concentramento. Si alzò di scatto e mi prese per un braccio scrollandomi, i suoi occhi cambiarono espressione e diventarono fuoco non mi ricordo, cosa mi gridò, ma mi spaventai a morte, Scappai piangendo rifugiandomi tra le braccia di mia zia. Non toccai più l’argomento, ma dopo qualche anno forse, spinto dal rimorso di avermi fatta piangere, o forse perchè fui l’unica a spingere quella porta di dolore,  mi chiese scusa , poi aggiunse :" Non farmi ricordare, per anni mi svegliai con incubi e ancora oggi non riesco a cancellare i sogni terribili del mio passato

auguro a voi giovani di non conoscere mai quello che abbiamo subito:un campo di concentramento è un lago di sangue umano Ti prego non farmi ricordare." Non chiesi più nulla, ma dalla storie che lessi poi,attraverso i libri, capii  cosa tolsero a quell’uomo.   

Di gabriarte

non obbligo i miei nemici a frequentarmi.Non mi obbligate a frequentare voi che fingete di non esserlo

9 risposte su “Non farmi ricordare”

Ho letto molto e sentito varie storie in Tv sull’argomento…..Sono veramente storie terribili, laceranti.Chi le ha vissute rimase segnato per tutta la vita.Molto, molto triste il pensiero che delle persone abbiamo subito simili atrocità.Buona serata, Luciana.

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è davvero terribile quanto hai scritto!nonostante non abbia mai avuto esperienze di prima mano, ai miei ragazzi a scuola ho sempre cercato di inculcare l’orrore per l’accanimento di alcuni uomini su altri uomini, per gli atti senza ragione. certe cose, però, per capirle a fondo bisognerebbe viverle. non auguro a nessuno questo, ma c’è così tanta indiffrenza in giro! le atrocità ti passano sugli schermi mentre pranzi e hai quasi l’illusione che sia una finzione, che non sia vero!però quel tuo zio aveva un torto: il ricordo dei fatti non deve mai venir meno. il ricordo deve vivere attraverso le testimonianze e queste devono essere chiare e forti, costanti. se muore il ricordo, muore il pensiero, muore l’uomo per sempre.

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Mi si è accapponata la pelle…Quali cose teribili può fare un uomo ad un altro uomo. Spesso senza un vero motivo. Ma ci potrebbe essere un motivo per infliggere tanto dolore? La famiglia di mia madre fu molto fortunata ai tempi della guerra. All’arrivo dei tedeschi tentarono di portare via mia nonna e quando mio bis nonno si oppose mettendosi in mezzo. Lo buttarono a terra disprezzandolo, ma lasciarono la donna e non fecero del male ai bambini. Furono molto fortunati…portarono via tutto quello che trovarono di "combestilibile" ma non uccisero nessuno….Mia madre però ricorda ancora quelle poche ore come le più drammatiche della sua vita….e non successe NULLA

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é vero Virginia, ma ho voluto di proposito raccontare questa storia perchè tanti uomini che l’hanno vissuta non l’hanno potuta o voluta raccontare tanti uomini hanno talmente sofferto da non sapere se erano rimaste ancora persone o cose Il dolore a volte è così forte che non riescono o non vogliono ricordarlo tocca a noi che abbiamo letto questo dolore esprimerlo agli altri spero di esserci riuscita a trasmetterlo anche per lui

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Terribile, terribile…………. credo che l’esperienza dei lager non abbia ucciso solo quelli che sono finiti nelle camere a gas, ma anche chi è sopravvissuto con la morte nel cuore…….

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mi sono svegliata perchè non riuscivo a prendere sonno, leggendo questo Gabriella penso a quel poveretto e ai suoi incubi, terribile.E pensare che dopo tutto questo orrore esiste ancora qualche deficiente imbecille che OSA solo pensare che i lager non siano mai esistiti, che orrore, anche questo è un orrore, il rischio che si dimentichi e che si possa ripetere.Chi non ha memoria non ha futuro

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periodo tremendo e vergognoso della storia dell’uomo. E se i lager nazisti europei oggi sono per fortuna luoghi di visite turistiche, chissà nel mondo quanti ancora ne esistono e di cui non si parla.Chissà quanta schiavitù, oppressione, dolore c’è in alcuni dei paesi dove vige la dittatura.Perchè, purtroppo, non è stata del tutto debellata. La storia dovrebbe insegnare, ma la cattiveria e la stupidità di molti uomini sono infinite. Che i giovani d’oggi sappiano, leggano, vedano coi loro occhi l’orrore che fu il nazismo. Sono stata a visitare un campo di concentramento, Dacau. E’ stata un’esperienza terribile solo vederlo.NOn si deve dimenticare. MAI.MAI PIU’Un abbraccio

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l’ho letta solo adesso…davvero bruttissimo. La crudeltà umana non ha limiti. E le vittime non sono solo quelle che sono state uccise ma anche i sopravvissuti che non dimenticheranno mai l’inferno in cui hanno vissuto.Manteniamo sempre la memoria delle stragi passate e di quelle purtroppo ancora attuali. Quando l’uomo si potrà chiamarsi Uomo? Che tristezza Grazie per questo postun abbraccioe buona serata

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