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incontri sul metrò

Potrebbe essere il titolo di un racconto e chissà che non lo diventi!  Ogni mattina mi reco al lavoro e uso i mezzi pubblici. A volte mi capita,come stamattina, di salire sul piccolo metrò mi siedo, e i miei occhi si posano a fissare una donna assorta nella lettura. Mi colpisce la distanza mentale in cui si trova la donna .E’ talmente presa da quel contenuto da non rendersi conto, che la stò fissando insistentemente. La mia non è solo la curiosità di sapere cosa stesse leggendo, ma è il cogliere quell’espressione e portarla nella mia memoria per poi ,una volta a casa, disegnarne i tratti e creare quell’attimo espressivo che mi ha colpito. Non prendetemi per pazza, penso che i fotografi riescano a capirmi. Solo che non è facile, la memoria a volte ti gioca brutti scherzi : guardate cosa ne è uscito dalla penna.assorta nella lettura 

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primo maggio festa dei lavoratori?

La festa dei lavoratori ? a pensarci mi viene da sorridere quanti lavoratori parteciperanno se in Italia non lavora più nessuno. I giovani che cercano una occupazione sono a casa, altri in cassa integrazione  perchè le fabbriche chiudono. Sarà la festa dei politici che si alterneranno con belle parole sugli spalti e cercheranno come al solito di conquistare la nostra attenzione.Secondo me , dovrebbero ribattezzarla  come festa dei disoccupati. Allora si!! che parteciperebbero in tanti.

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memorie contadine

il contadino Partiamo da zero e ariamo quel campo,mettiamoci il seme,mettiamoci il fianco.Poniamo gli atrezzi ,ci penserà il tempo la pioggia,il sole,il freddo il gelo,la neve.E poi..

un bel giorno vedremo fiorire quel seme che, abbiamo piantato.

Ed è quì che,va  coltivato con grande fatica per diventare grande ,per

diventare vita.Farà tanti fiori,farà tanti frutti e diventerà pane per tutti.Gabriella

 

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una tavolata in compagnia e la domenica vola via

tavolata schizzo a matita ideata da una foto di Mali e Lino per augurarvi una buona e allegra domenica      Gabriarte

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contestazione immaginaria……….per non dimenticare

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voglio fare un brindisi insieme a voi

brindisi e al mio bacco …. chiedo scusa a Caravaggio

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Ho il mio peso nel mondo e che peso!!!

peso massimoDa domani dieta!!!!
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riposo

riposo

Buona Domenica       da            Gabriarte

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il ritorno di Carolina 4 e ultimo cap.gabriella

Sono arrivata in anticipo alla stazione il mio treno parte alle 16.30 compro un giornale e dopo aver preso un caffè decido di sedermi su una panchina in attesa del treno. Mi avvicina una strana signora anziana, dai capelli bianchi come la neve, un viso dolce, stanco, rassegnato, e mi chiede se si può accomodare. Annuisco con un mezzo sorriso, lei si siede e inizia a parlare."Aspetto mia figlia doveva arrivare alle 15, ma il treno è in ritardo."Per quella donna provo una sensazione di tenerezza e  le chiedo quale treno stesse aspettando ma mi accorgo, dalla sua risposta, che quel treno non sarebbe mai passato. "Mia figlia si chiama Carolina, ogni giorno vengo ad aspettarla ma quel treno non arriva mai "L’autoparlante della stazione annunciò in quel momento l’arrivo di un treno proprio sul nostro binario e lei si alzò dicendomi." Sento che stà arrivando" Mi assalì uno stato d’ansia,di paura e mi guardai ai lati per cercare di segnalare a qualcuno il comportamento strano di quella signora:Il treno arrivò e si fermò con una delle porte proprio davanti a lei. Scese una ragazza di circa sedici anni,la signora le getto le braccia al collo chiamandola:" Carolina finalmente sei tornata" Poi si accasciò. L’emozione era stata troppo forte, la ragazza mi stupìì ancora di pìù della donna, la soccorse e con un filo di voce le disse:" si  sono tornata e la donna tra le sue braccia spirò.  

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il ritorno di Carolina3 parte gabriella

Quando arrivò alla stazione il treno diretto verso la sua città era appena partito e il prossimo era nel primo pomeriggio decise allora di telefonare alla madre per avvisarla che sarebbe arrivata a casa alle quindici poi si avvicinò al bar della stazione e ordinò al cameriere un panino ed una bibita, fu in quel momento che la voce di un uomo la raggiunse e la costrinse a guardarlo. un signore molto distinto, elegante, un bel uomo con una valigetta ventiquattrore le era accanto e con disinvoltura si rivolse al cameriere dicendogli."Le donne pur di apparire carine agli uomini  si metterebbero la pelliccia in piena estate ". Carolina aveva imparato a diffidare delle persone che non conosceva, non dava mai  confidenza agli estranei fiutava da lontano il pericolo ed era infastidita da quella presenza. .Si allontanò con la scusa di prendere una rivista all’edicola e chiese gentilmente al cameriere di servirla ad un tavolo del bar. Quando si sedette, vide arrivare quel signore con la sua bibita e il panino che aveva ordinato."Mi sono permesso di portarglielo io, posso sedermi con lei? Stò aspettando il mio treno" E Carolina pensò di alzarsi ed andarsene da un’altra  parte, ma non voleva più fuggire,pensava oramai di riuscire ad affrontare tutte le sue paure le sue ansie, così decise che quell’uomo non sarebbe stato per lei un pericolo e gli diede il permesso di accomodarsi.