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nelle sabbie mobili 5 parte scritta da gabriella

nel lago devo prima ricordare l’ultima parte del 4 capitolo  scritto da fausta che troverete in versione integrale sul suo blog

Un fruscio di foglie accanto a me mi fece sobbalzare….. era Blitz!

Mi chinai per accarezzarlo, ma mi resi conto che voleva dirmi qualcosa…. Andava da me ad un sentiero che non avevo notato.

Oramai niente più mi stupiva… quella mia passeggiata si era trasformata in una avventura…

Lo seguii….. (Continua)

voleva comunicarmi qualcosa, camminava davanti a me a passo svelto,ogni tanto si fermava e si girava per accertarsi che io lo seguissi. Era nervoso, lo vedevo dalla sua bellissima e lunga coda che teneva tra le gambe. finalmente vedevo il cielo,le nuvole si erano diradate e l’azzurro intenso si mescolava con il verde della vegetazione come in un quadro di Van Googh arrivai alla fine del sentiero e credetti di aver scoperto il paradiso. un piccolo lago dall’acqua limpida e cristallina rifletteva, come uno specchio, l’azzurro  sovrastante e tutti i colori degli alberi che lo circondavano. L’acqua sembrava immobile come dipinta e più avanti si intravvedeva un altro specchio d’acqua. Ero rimasta imbambolata alla vista di quel prezioso paesaggio e mi accorsi di avere la bocca aperta quando sentii abbaiare il mio cane. Si era avvicinato alla sponda del laghetto e abbaiava come indicarmi qualcosa.  Vedevo, mentre mi avvicinavo,che nell’acqua si formavano dei cerchi come se qualcuno tirasse delle pietre. No!! non posso credere ai miei occhi! ma quella è una donna !. Mi precipitai per aiutarla.La donna era scivolata nel lago e stava sommersa nell’acqua fino alla vita si teneva aggrappata a delle radici di un grosso albero che si specchiava . Stranamente  non chiedeva aiuto. Quando mi avvicinai a lei, rimasi di pietra il suo volto, mi scolvolse. Aveva il mio viso, invecchiato, teso, contornato da bianchi capelli raccolti sulla nuca…… continua 

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disegno di fantasia realizzato per il racconto

cane sul lago

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nelle sabbie mobili3 parte gabriella

cane sul lago Più andavo avanti e più gli ostacoli aumentavano i rovi e gli arbusti ostacolavano il mio cammino dovevo farmi spazio con un bastone che avevo raccolto cominciai a pensare di rinunciare e tornare indietro e chiamai il cane. era abituato a sentire il mio fischio e subito ritornava.  Fischiai a lungo ma di bliz nessuna traccia, lo chiamai per nome mentre vagavo in quel bosco senza seguire più un percorso, avevo paura che gli fosse successo qualcosa.Il panico stava per assalirmi. Fu allora che cercai di ragionare e guardai il terreno.Doveva aver lasciato delle traccie dove era passato, il terreno era umido, bagnato  e le sue zampe avrebbero dovuto lasciare i segni, gli arbusti avrebbero dovuto essere piegati.Così iniziai con molta cura ad analizzare il passaggio e seguivo attentamente tutte le sue traccie naturalmente continuavo a chiamarlo, dovevo sentire la mia voce per farmi coraggio,Quando all’improvviso ……. continua

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racconto di gabriella e fausta nelle sabbie mobili

Prima di uscire mi ero coperta bene, avevo addosso quel giaccone di lana tutto colorato che mi aveva fatto la nonna: si stava rovinando, aveva un po’ di fili tirati (sai, quando si gioca col gatto!!), ma era così morbido e accogliente che non l’avrei mai levato di dosso…. E poi mi sembrava sempre di sentire la mano della nonna che mi accarezzava come solo lei sapeva fare..

Oh, ma sto divagando….

Ecco, mi ero coperta perché non mi fidavo troppo di quel sole così pallido e poi a marzo il tempo riesce a fare brutti scherzi.

Infatti, man mano che andavo avanti per il sentiero vedevo una strana nebbia infittirsi sempre più.  Poteva essere il segno che ormai ero vicina ai laghetti… ma a quanto mi avevano detto bisognava camminare per un’oretta circa, invece non era passata ancora mezz’ora da quando mi ero messa in cammino.

Ogni tanto chiamavo Blitz… ma sì, il mio bellissimo setter… che girellava tutto allegro, felicissimo di quella occasione per sgranchirsi le zampe…. Quell’inverno così piovoso lo aveva tenuto tanto in casa…

Io, invece, camminavo sempre più inquieta, non so cosa c’era in quell’atmosfera un po’ rarefatta che mi faceva sentire insicura…..sentivo continuamente rumori strani…. continua……… racconto di fausta

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nelle sabbie mobili racconto di gabriella

passeggiata nei boschi quel giorno avevo il desiderio di farmi una bella passeggiata e accompagnata dal mio cane mi recai lungo il sentiero che portava a dei piccoli laghetti in mezzo al bosco . la giornata era discreta e un pallido sole si affacciava ogni tanto dalle bianche nuvole che si spostavano molto velocemente accompagnate dal vento.Avevo sentito parlare di quei piccoli laghi ma non li avevo mai visti. Li descrivevano come dei miracoli della natura, acque limpide e cristalline colorate dai riflessi degli alberi che vi si specchiavano non era però facile raggiungerli.Il sentiero si faceva sempre più ripido e più tretto, la vegetazione aumentava,il bosco si infittiva sempre di più  e il pallido sole lo vedevo  solo attraverso i riflessi degli alberi che ondeggiavano quasi a volermi scacciare da quel luogo……continua

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ho visto un video

ho visto un video su internet che mi ha colpita  quattro ragazzi hanno posato su un tavolo tre dei loro cellulari. Li hanno messi con il microfono uno davanti all’altro a formare una croce fra essi hanno messo del mais. Poi hanno provveduto a far suonare contemporaneamente la suoneria i chicchi di mais sono diventati pop corn da mangiare . Lascio a voi i commenti

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un pò di ordine e una bella rasettata è quello che ci vuole

Si avvicina la primavera il freddo è ormai  alle porte e le massaie spalancano le finestre di prima mattina e iniziano a pulire, cominciano dall’alto e scendono, eliminando lo sporco che durante l’inverno si è accumulato. E ne aprofittano per riordinare e gettare quello che non serve più e crea disordine.Sono convinta che le pulizie primaverili si possano fare anche nella vita, nei partiti politici, nei max media , nella televisione, ce ne sarebbe sporcizia da eliminare. Parassiti che si sono annidati nei posti più riparati e che serve stanare. Respireremmo  tutti aria più pulita e potremmo fare sogni tranquilli. Le massaie……… donne di altri tempi

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gabriarte augura buon riposo

il riposo del re un disegno di re leone per augurarvi una domenica di riposo

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sono ancora i re?……o siamo noi le regine?

chioccia  galloil mio disegno del re del pollaio  ma ci siamo anche noi.. le regine

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come bambole di pezza

100_5561 una mia creazione per dire NO! alla violenza sulle donne